Un vecchio tappeto persiano

Un vecchio tappeto persiano

domenica 6 luglio 2014

Perché leggere i gialli del commissario Cantagallo?



I gialli del commissario Cantagallo (editi nel 2014 in ebook da Cavinato Editore) hanno per protagonista un simpatico e caparbio commissario di Polizia toscano che insieme agli uomini della sua squadra indaga sui delitti che accadono in un piccolo paese della Toscana centrale chiamato Collitondi. Pochissime tracce e nessun testimone: questo è il pane quotidiano del commissario Cantagallo. Il poliziotto toscano si muove nelle strade del piccolo paese di Collitondi alla ricerca del colpevole del delitto. La tecnica d’indagine è particolare: è seguita ogni traccia e ogni indizio che per il commissario costituiscono le tessere di un “mosaico criminale”. Completato il “mosaico” è risolta l’indagine. Cantagallo analizza i fatti nella sua stanza da lavoro, il vero e proprio laboratorio investigativo del commissariato. A complicargli la vita c’è il suo capo, il Questore Fumi Zondadari, soprannominato Zorro dallo stesso Cantagallo. Il Questore lo intontisce di frasi in latino per mascherare la propria incapacità investigativa e per metterlo in difficoltà. Cantagallo non cede facilmente e ribatte a suon di proverbi che lasciano frastornato il Questore e permettono al commissario di abbandonare la discussione prima che degeneri. Il commissario rinuncia alle discussioni inutili ma non rinuncia alla buona tavola. Abitualmente, insieme ai colleghi Razzo e Bandino, mangia da “Attanasio” dove la trippa alla fiorentina, i piatti squisiti e l’accoglienza della proprietaria sono il migliore biglietto da visita del rinomato ristorante cittadino. La buona cucina paesana però non distrae Cantagallo che con la sua esperienza, la sua intelligenza e la sua squadra riesce sempre a venire a capo del delitto e a completare il “mosaico”. L’omicida alla fine è sempre smascherato e tutto è risolto con un colpo geniale a sorpresa del commissario Cantagallo. Le sorprese per il lettore non sono mai finite e l’ultima è proprio nel finale. Spesso ricorda alla sua squadra il principio fondamentale che lo guida durante ogni indagine di un delitto: «Io rincorro un’illusione: analizzare scientificamente la scena del crimine per scoprire il colpevole. Voglio osservare e capire ogni singolo indizio raccolto nell’indagine per comporre il “mosaico criminale” e prendere il responsabile del delitto. Questo con la collaborazione di tutti voi. Nessuno escluso».

Nessun commento:

Posta un commento